Get Adobe Flash player
PRESENTAZIONE Il Campanile

Il CAMPANILE

Nel 1556 ebbe inizio la costruzione del campanile. La cella campanaria risale al 1614, mentre il corpo ottagonale e la cuspide lobata appartengono al generale restauro iniziato nel 1768. La conclusione dei lavori è ricordata nella bandiera di ferro con la data «1775 / S.D.» posta sopra la cuspide.

Le due lapidi murate alla base del campanile erano collocate a destra dell'altare maggiore e facevano parte della sepoltura fatta preparare nel 1550 da Camillo Pigafetta per sé e per la moglie Margherita Thiene.

Nella prima lapide è incisa la seguente epigrafe:

"CAMILLVS PLEGAFETTA EQVES HIEROSOLYMITANVS AC MARGARITA VXOR INCOMPARABILIS CVM QUA LIII. VIXIT ANNOS. XIIII LIBERIS. SVSCEPTIS IIII. TANTVM ATQVE. IIS IN HVJVSCE COENOBII VESTALIBVS NVNC SVPERSTITIBVS VIVI MONASTERIVM AEDIFICANDVM CVRAVERE – MDL VIVITE VICTVRI MONEO. MORS OMNIBVS INSTAT"

Camillo Pigafetta, cavaliere di Gerusalemme e l'incomparabile moglie Margherita, con la quale visse 53 anni avendo 14 figli, per quattro figlie Samaritana, Giulia, Lavinia e Osanna, che erano tra le monache ancora superstiti di questo cenobio, durante la loro vita ebbero cura di edificare il monastero. 1550. Vivete, voi che avete ancora la fortuna di vivere. La morte su di tutti incombe.

Nella seconda:

"CELO TEGITVR QVI NON HABET VRNAM / QVIS EVADET? NEMO MVTVO SE AMANTES EXTINCTOS HIC SE CONIVGENT"

(Colui che non ha una tomba è protetto dal cielo. Chi può sfuggire? Nessuno.
Coloro che vicendevolmente si amano sono uniti qui anche dopo la morte).

Di un altro Pigafetta, Filippo, la chiesa di San Domenico conservava le spoglie, nel sepolcro costruito a fianco dell'altare maggiore; era figlio naturale di Matteo e nipote, quindi, delle quattro monache citate nell'iscrizione funeraria di Camillo Pigafetta che, dunque, era il nonno di Filippo.  In suo ricordo il cognato Odorico Capra fece scolpire un busto e un'iscrizione funebre, entrambi tolti quando, dopo il 1776, fu costruito il pulpito.

La lapide servì per coprire una cloaca dietro il coro mentre il busto ora si trova nella villa di Costozza del conte Alvise da Schio. In memoria del celebre vicentino il conte Alvise Da Schio, che di Filippo Pigafetta è il più autorevole studioso, pose la seguente lapide a fianco del cancello d'entrata:

"ENTRO QUESTE MURA NEL TEMPIO DI S. DOMENICO CARO DELLE MEMORIE DI SUA FAMIGLIA RIPOSA FILIPPO PIGAFETTA / DIPLOMATICO LETTERATO STORICO GEOGRAFO CHE IN OPERE E SCRITTI DIEDE AL NOME DI VICENZA VANTO ED ONORE OLTRE OGNI CONFINE *1534 (recte: 1533) +1604 ALVISE DA SCHIO S. P. C. 1977 nel iv° centenario del viaggio in Egitto e monte Sinai".

Questo sito utilizza i cookie per migliorare i servizi di navigazione. Utilizzandolo, l'utente accetta i cookie sul dispositivo. Per avere maggiori informazioni leggi la nostra privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information